perché l'aria azzurra diventi casa
chi sarà a raccontare chi sarà sarà chi rimane
io seguirò questo migrare
seguirò questa corrente di ali
"E' stato meglio lasciarci che non
esserci mai incontrati"
E' tempo di passare oltre. Alcuni di noi
hanno cominciato un nuovo capitolo nella loro vita, creando famiglie,
comprandosi case e seguendo carriere differenti da quella musicale.
Scrivere nuovi arrangiamenti, evolvere
tecnicamente, incontrarsi per provare, trovare date e gestire la
complessità organizzativa di un concerto è lentamente diventato sempre
più difficile. Anche in virtù di un periodo molto complicato sul fronte
dell'economia e della volontà delle istituzioni di investire sulla
cultura.
Da una media di 12 concerti all'anno
siamo arrivati, con grande sforzo, a fare soli 3 concerti nel 2010.
Abbiamo deciso di staccare la spina
adesso e di terminare le cose nel modo migliore, con grande serenità e
molta commozione.
Col vostro supporto abbiamo avuto l'onore di sentirci parte di
un'offerta culturale importante nel panorama musicale bresciano.
Rimane il ricordo di esperienze bellissime vissute in 10 anni girando
l'Italia.
Rimane un gruppo di persone straordinarie che, per quanto destinate a
percorrere strade differenti, si sentono legate da un filo invisibile
che avvolge l'anima.
Grazie a:
Alessandro Adami
Denise Pisoni
Daniela Fusha
Alan Zamboni
Massimo Moruzzi
Fabio Dotti
Matteo Pizzoli
Glauco Pigoli
Franco Inangetti
Paola Papirio
Fausto Piazza
Alessandro Zanca
Stefano Zeni
Alessandro Todeschini
Matteo Colli - McSound Studio
Tutti quanti ci hanno sostenuto con il loro affetto
e, ovviamente, grazie a Fabrizio.
24 Febbraio 2011
A dumenega
Bocca di Rosa
Io mi dico...
Alessandro Adami
Sono stati 11 bellissimi anni di crescita, di
musica, di incontri.
Corrente di Ali è stato, prima di tutto, un gruppo di amici, e continua
ad esserlo, anche se ora si è deciso di scioglierci. Rimangono negli
occhi e nella mente i tanti concerti, le serate passate a ridere, le
"scazzottate" virtuali che ci siamo scambiati varie volte via mail (e
chi le scorda, quelle!), i momenti di profonda gioia e anche gli eventi
di profondo dolore che abbiamo attraversato insieme.
Corrente di Ali è stato l'inizio di tante
esperienze ed è stato un laboratorio di idee divergenti che hanno
cercato di trovare una sintesi: partendo da qualcosa di estremamente
acerbo, con il tempo, con sforzo e limature progressive abbiamo visto
crescere uno spettacolo che, in parte, rifletteva il cammino di crescita
di ciascuno di noi.
Trovandoci attorno a un tavolo ci siamo detti che
ormai c'era sempre più difficoltà nel trovare il tempo da dedicare al
progetto, ognuno per i suoi validissimi motivi. Non si è trattato di una
sconfitta, ma semplicemente di una serena constatazione.
Una qualità che non è mai mancata a Corrente di
Ali è proprio la presenza di una sincera "autocoscienza", cosa che
appunto non ha risparmiato negli anni diversi momenti di confronto,
anche acceso. Tutti siamo sempre stati consapevoli della grande
responsabilità che comportava suonare le canzoni di Fabrizio De André e,
fin dall'inizio, pur con esiti appunto acerbi e incerti, il faro è
sempre stato quello: la piena consapevolezza che se si suona questa
musica non si può tradirla. E dunque Corrente di Ali non ha mai
speculato e ha sempre presentato uno spettacolo che voleva essere
coinvolgente, personale, ma soprattutto sobrio e sincero.
Personalmente sono fiero di aver preso parte a
questo lungo cammino e, ancor di più, di averlo percorso con queste
persone e in questo modo.
Corrente di Ali ha debuttato nel maggio del 2000
con l'idea di fare un unico concerto... e nessuno di noi si aspettava
che sarebbe stata un'esperienza così longeva e importante.
Anche su questo punto però mi sento di dire
qualcosa: abbiamo mosso i primi passi e abbiamo deciso di suonare dal
vivo le canzoni di Fabrizio De Andrè quando ancora in pochi si erano
accorti che era scomparsa una delle figure che maggiormente aveva inciso
un solco nella cultura e nella musica italiana, lasciando un segno che
sicuramente resta e resterà come una delle più alte espressioni
dell'arte novecentesca.
Non vorrei che si equivocasse su questo punto: non
sto affatto dicendo che siamo stati i primi e che, quindi, siamo stati
più bravi o sensibili di altri. Sarebbe una vera idiozia. E non lo dico
nemmeno per far credere che Corrente di Ali abbia giocato un ruolo
primario nella “riscoperta” di Fabrizio. Anche questo sarebbe idiota: De
André era già un classico e per imporsi non aveva certo bisogno
dell’impegno nostro o altrui.
Perché dunque specificare che Corrente di Ali è
nato nel 2000? Il motivo è semplice: perché allora l’atmosfera che si
respirava attorno al nome di Fabrizio era ancora pura, la sua scomparsa
era recente e lasciava increduli, le note dei suoi concerti vibravano
ancora nell’aria. Corrente di Ali ha iniziato allora, con sincerità e,
forse, con un filo di incoscienza.
A quasi undici anni da quel primo nostro concerto,
provo a guardarmi attorno e non posso che constatare che Fabrizio è
ovunque, come è giusto che sia. Allo stesso tempo però non posso certo
dire che tutto quello che viene fatto in suo nome sia sincero, sobrio e
scevro da interesse...
In questi ultimi anni, sempre più, si assiste al
circo. Anche chi vince San Remo, proprio a chiusura del nuovo disco,
decide di infilarci una canzone di De André (tra l’altro una delle più
intime...). Si è già visto più volte: si può andare a parlare a un
microfono di una qualsiasi piazza, dire tutte le cazzate del mondo, ma
basta poi citare De Andrè e si è certi di strappare un corale e unanime
applauso. Da tutti. E quindi da nessuno.
Fabrizio merita tutto il riconoscimento, ma questo
a cui stiamo assistendo è il progressivo svuotamento del suo messaggio.
Ebbene, Corrente di Ali ha suonato negli anni in
cui questo circo ancora non c’era.
Ora decide di farsi da parte con la dignità di chi
vuole lasciare intatto e puro, almeno nel suo ricordo, il lavoro fatto
in questo decennio splendido.
E così decide di non farsi “coinvolgere” nel degradante circo del
decennio che si apre.
Grazie a tutti coloro che ci hanno seguito.
Grazie a Google per il "conto corrente di Alì il
chimico".
Grazie Fabrizio.
E grazie anche a te, che hai avuto la costanza di
arrivare in fondo a questa lettera.